DIVULGAZIONE SCIENTIFICA
La Moda Umana
Il contributo analizza il corpo nel post-digitale, inteso come corpo-progetto, continuamente ridefinito dai processi tecnologici e comunicativi contemporanei. In questo scenario, il corpo è attraversato da dinamiche di estensione, tracciamento e riconfigurazione della presenza, configurandosi come intersezione tra dimensione biologica, simbolica e tecnologica. La riflessione si sviluppa a partire da una prospettiva riconducibile a Ludwig Wittgenstein (1921), secondo cui il significato emerge nell’uso e nei contesti condivisi, e non da una corrispondenza
stabile tra linguaggio e realtà. In tale prospettiva, l’abito viene inteso come dispositivo linguistico e narrativo capace di mediare il rapporto tra esperienza incarnata e sistemi di significazione.
A partire da queste premesse, la ricerca di “Moda Umana” introduce il concetto di abiti-messaggio come propria declinazione metodologica e operativa. Intesi come dispositivi semiotico-performativi, gli abiti-messaggio configurano il corpo come archivio vivente di tracce biografiche, mentre l’abito opera come interfaccia capace di renderne possibile la visibilità e la riattivazione nel tempo. Integrando analisi teorica e sperimentazione artistica e materica, la ricerca propone una rilettura della crisi della presenza e della riproducibilità tecnica in dialogo con Walter Benjamin (1964), interpretando il corpo post-digitale come dispositivo critico e spazio di iscrizione dei processi simbolici e tecnologici contemporanei.
